Studio di nutrizione

Dott.Giuseppe Norelli

Curarsi con il cibo

Il più famoso medico dell’antichità, Ippocrate, e la medicina antica in genere definivano l’alimentazione ‘la principale cura per le malattie’. Oggi sicuramente l’approccio è diverso ma mai come ora è importante riscoprire il piacere di una sana e corretta nutrizione. In questa sezione apprenderemo come gli alimenti interagiscono con la nostra salute, imparando quindi a prevenire e a curare le malattie con il cibo.
Numerose organizzazioni internazionali segnalano come, a fronte di circa un 50% dell’umanità che soffre la fame, una percentuale altrettanto rispettabile, e in continua crescita, manifesta problemi di sovrappeso, dovuti a una cattivo regime alimentare, sia per il numero delle calorie assimilate, certamente esagerato, che per la qualità degli alimenti consumati, privi di qualche vitamina essenziale o di minerali necessari al buon funzionamento del nostro organismo.
E’ essenziale, malgrado le mille tentazioni gastronomiche che ci vengono offerte, ricorrere ad un’alimentazione bilanciata che contenga tutti gli elementi necessari al benessere del nostro organismo, evitando un eccessivo utilizzo di grassi e proteine animali e rivolgendo il nostro interesse verso alimenti come l’olio di oliva o il pesce regolando anche le quantità di cibo che consumiamo.
Un altro aspetto da evidenziare è quello degli studi sempre più approfonditi che la ricerca scientifica sta conducendo sugli alimenti, studi che confermano come molte delle abitudini alimentari adottate dai nostri antenati consentano di curare o alleviare, mediante il ricorso a specifici alimenti, determinate malattie.
Oggi si sono scoperte precise relazioni tra qualità del cibo e l’insorgere o l’aggravarsi di una malattia, come ad esempio la necessità da parte di chi soffra di diabete di evitare ad esempio dolciumi, caramelle e cioccolato.

“Curarsi con il cibo: il cibo può migliorare il nostro stato di salute, ma attenzione ad alcuni abbinamenti!”

Allo stesso modo è possibile alleviare o rendere addirittura impercettibili i sintomi di alcune malattie semplicemente ricorrendo a determinati alimenti ricchi di vitamine e minerali in grado di combattere una specifica malattia, come ad esempio i passati di verdure che alleviano i sintomi dell’ulcera.
Le più recenti ricerche dimostrano che alcuni alimenti, anche quelli più ricchi di sostanze benefiche per la salute, come frutta, verdura e pesce, possono ridurre o accrescere l’effetto di molti farmaci di uso comune, con conseguenze pericolose.
Tanta frutta, tanta verdura e pochi grassi fanno sempre bene alla salute? Non sempre. Per esempio, non quando si assumono alcune medicine. L’alimentazione, infatti, cambia il modo in cui il corpo assimila i farmaci. Il succo di pompelmo potenzia pericolosamente l’effetto delle statine usate contro il colesterolo e la combinazione può causare addirittura la morte. Secondo studi recenti, soprattutto americani, anche le arance, il melograno, il ribes e persino l’olio d’oliva hanno un effetto simile, anche se meno grave.
Troppe fragole, ricche di istamina, vanificano l’assunzione di antistaminici. E le verdure a foglia verde e larga, come gli spinaci e la lattuga, se associate agli anticoagulanti, favoriscono le emorragie. Mentre assumere pochi grassi smorza l’effetto degli antiepilettici.
Gli alimenti interagiscono con le medicine in due modi diversi. Alcuni possono impedire al corpo di assorbire determinati farmaci, altri invece ne facilitano l’assimilazione, rafforzandone gli effetti positivi e negativi. Naturalmente, bisogna che i cibi a rischio d’interferenza siano consumati in dosi abbondanti.
Sono semplici consigli, derivati ovviamente da studi scientifici, e quindi estremamente validi, che consentono di convivere più agevolmente con una malattia senza rinunciare ad una certa qualità della vita quale può essere quella offerta dalla buona cucina.
Una delle regole, che non è vincolata ad una specifica malattia, e che andrebbe sempre rispettata, è quella di mangiare poco e spesso, sarebbe consigliabile suddividere in 5 porzioni lungo l’intero arco della giornata i cibi che si prevede di consumare, per evitare di affaticare lo stomaco e il sistema digerente e per assicurare una costante riserva di energia al nostro organismo, purtroppo le esigenze del lavoro e gli impegni quotidiani spesso impediscono questa salutare norma, anche se con un poco di buona volontà sarebbe comunque possibile organizzarsi.

Scritto da dott. Giuseppe Norelli e con la gentile collaborazione della giornalista Milena Mancini.

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